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I
climi descritti dalle Quattro
stagioni di Vivaldi e dalle omonime
composizioni di Astor Piazzolla sono
quelli di due continenti posti agli
antipodi e proprio in queste
diversità si ritrova il fascino di
somiglianze, richiami ed echi. Le
Quattro stagioni di Vivaldi nacquero
nel 1725 e sono il ciclo più noto di
composizioni vivaldiane: si tratta
di quattro concerti, ispirati
ciascuno ad una stagione dell’anno e
fanno parte dell’opera 8.
La Primavera:
concerto in Mi maggiore per violino,
archi e cembalo. La musica descrive
passo a passo l’andamento dei
singoli episodi della Primavera: il
canto degli uccelli, il temporale e
la danza finale (il violino solista
rappresenta un pastore addormentato,
le viole il latrato del fedele cane
mentre altri violini le foglie
fruscianti).
L’Estate:
concerto in Sol minore per violino,
archi e cembalo. Si tratta, fuori
dubbio, del concerto di maggiore
efficacia descrittiva; protagonista
è la tempesta che si sente
avvicinarsi da lontano nella calura
estiva per poi scoppiare nel finale
in tutta la sua virulenza. L’assolo
descrive il pastore spaventato dal
temporale improvviso.
L’Autunno:
concerto in Fa maggiore per violino,
archi e cembalo. Protagonista del
concerto è Bacco. Vivaldi riproduce
in modo magistrale l’ebbrezza
provocata dal vino mentre nel
secondo movimento, quello centrale
dal titolo i “Dormienti ubriachi”,
si sente il clima trasognato e
tranquillo del dopo-festa. Il terzo
movimento, infine, si identifica con
la tumultuosità ed i ritmi della
caccia.
L’Inverno:
concerto in Mi maggiore per violino
ed archi. In un primo tempo questo
concerto, dai toni pastorali, era
stato concepito da Vivaldi per
essere eseguito in chiesa; tutta
l’orchestra suona sempre quasi “in
sordina” come a non voler disturbare
i fedeli raccolti in preghiera.
Astor
Piazzolla scrive Las cuatro
estaciones porteñas nel 1968,
anno di nascita della
tango-cancion, con “l’operita”
Maria de Buenos Aires e la
celebre Balada para un loco.
Scritte originariamente per
bandonéon, violino, chitarra
elettrica, contrabbasso e
pianoforte, hanno subito numerose
riletture. I quattro movimenti sono
Primavera porteña, Verano
porteño, Otoño porteño e
Invierno porteño.
Le
Cuatro Estaciones Porteñas uniscono
elementi eterogenei come il tango,
la musica colta europea e alcuni
stilemi del jazz. La presenza di un
tema fugato nella Primavera Porteña
o di alcune caratteristiche
stilistiche assimilabili alla musica
barocca più che la natura e i
cambiamenti che questa subisce al
cambiare delle stagioni, Piazzolla
sembra descrivere la varietà delle
emozioni umane in un clima che non
conosce i rigidi freddi europei.
L’aria è costantemente densa e
pregna di sensualità ma è
attraversata dal più ampio spettro
degli stati d'animo, da una calma
dolce o piena di dolore alla
violenza della passione.
Il
ritmo percussivo degli strumenti,
l'uso dei medesimi timbri e delle
stesse alternanze rende unitaria la
concezione di questi quattro brani
che, inizialmente, non furono
concepiti come una suite ma come
composizioni indipendenti.
Interpreti
Sabrina Speranza -
Gabriella Pellegrino - Milena
DiNardo
Grazia Micoli -
MariaRita Losito
Riccardina Corcelli -
Alessandra Grassi
Alessandra Gigante -
Aurora Abbruzzese
Antonio Petrone -
Riccardo Franco
Coreografie
Domenico Iannone
Curriculum M° Domenico Iannone
Domenico Iannone, nato a Bari il 7
luglio 1963, è direttore
artistico della Compagnia “Altradanza”,
docente di Danza Classica e
Contemporanea in diverse
scuole di Danza in Puglia e nel
territorio nazionale: a Bari
all’Accademia “Unika” (di cui è
anche direttore artistico), a Lecce
per il “Centro Studi Danza” diretto
da Lilla Melillo, a Margherita di
Savoia - Trinitapoli - San
Ferdinando per il “Kinder Ballett”,
a Torino per “Dance Steps” di
Cristina Trinchero e il “Centro
Danza Narcisa Spada”. Maestro Ospite
presso l’Accademia Nazionale di
Tirana, e presso L’A.I.D.
Associazione Italiana Danzatori di
Roma.
Sara
Natilla
Ufficio Stampa
Bitonto Opera Festival
339.4402582
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