7 settembre - 6
novembre 2007
Bari, Bitritto,
Monopoli
CENTRO STUDI ARTI DELLO
SPETTACOLO NEL MEDITERRANEO
Presidente Patrizia Gesuita
Direttore artistico Dinko Fabris
Ufficio Stampa Angelo De Marzo
Organizzazione Silvia Gesuita e
Debora Del Giudice
(vicepresidente)
Il
Festival Mousiké ha sede
pubblica presso
Casa Piccinni Vico Fiscardi 2
(Piazza Mercantile) Bari
www.casapiccinni.it/mousiké
Per informazioni:
tel. 3398449605
–0805214561
patmuse@libero.it
L’edizione 2007
Il Festival di
musica antica del Mediterraneo
Mousiké, otto edizioni in
12 anni, si propone ancora una
volta come unica rassegna
specializzata in un territorio
vasto e largamente inesplorato,
che comprende oltre tremila anni
di storia della cultura musicale
intrecciata tra le sponde del
Mediterraneo e la storia
musicale ufficiale d’Europa.
Pensavamo che questa sarebbe
stata una edizione davvero
ambiziosa: avevamo progettato un
percorso capace di togliere il
respiro, lungo la via della
seta, l’itinerario di personaggi
come Marco Polo, che da Venezia
all’estremo Oriente passarono
tutti per la Puglia, da sempre
terra di confine di acque e
culture antiche e straordinarie.
Riusciamo invece, arrendendoci
alla contingenza economica, a
realizzare solo un piccolo
modulo di quel progetto che però
vogliamo lasciare immutato per
la prossima o l’altra ancora
delle tante edizioni di Mousiké
che verranno. Del resto, chi ha
detto che i viaggi si debbano
compiere tutti in una volta,
dalla partenza all’arrivo? Non
era così nell’epoca favolosa dei
grandi viaggiatori, quando
ancora più della meta contava il
percorso con le sue spaventose
difficoltà e le altrettanto
meravigliose scoperte. E allora
mettiamoci in viaggio, quest’anno,
con l’umiltà del pellegrino con
l’animo disposto a stupirsi e ad
accettare il diverso.
Cominceremo dal Mediterraneo più
vicino a noi e più in contatto
con le antiche musiche europee,
in un confronto sempre
stimolante. Il complesso di
punta che presentiamo per la
prima volta nel territorio di
Bari è Sarband, eccezionale
formazione che unisce musicisti
europei con virtuosi orientali
in repertori inusitati tra
Oriente e Occidente: al
fondatore e direttore di Sarband,
Vladimir Ivanoff va il Premio
Mousiké Regione Puglia 2007 (con
un ringraziamento particolare
all’Assessorato alla Cultura
della Regione che continua a
credere nel lavoro di Mousiké).
Il gruppo presenta “Sepharad” un
programma di antichi canti della
tradizione degli ebrei esplusi
dalla Spagna e sparsi nel bacino
del Mediterraneo dal XV secolo
ad oggi. Gli altri concerti
della rassegna offrono ulteriori
confronti paralleli: per esempio
tra gli strumenti della
tradizione vivente mediterranea
di ieri e di oggi (ghironda,
cornamuse e bombarde col duo
Rossi e Tallone), o l’inedita
formazione di viole da gamba
creata e diretta da Sofia
Ruffino all’interno del
Dipartimento di musica antica
del Conservatorio di Bari (“Le
viole di Orfeo”), come di
consueto in luoghi storici della
città di Bari (grazie alla
sensibilità dell’Assessorato
alla Cultura del Comune di Bari)
e di Comuni dal grande passato
culturale come Bitritto e
Monopoli, testimoniato dai
rispettivi ammirevoli castelli
(ringraziamo ancora una volta i
rispettivi Sindaci ed Assessori
alla Cultura, oltre
all’Assessorato alla Cultura
della Provincia di Bari per il
sostegno sempre entusiastico e
costruttivo).
La rassegna
“Musica Ritrovata” in
collaborazione con l’Assessorato
alle Politiche Giovanili del
Comune di Bari, giunge alla sua
nona edizione con una formula
innovativa mai tentata prima a
Bari in tanti anni di revival
della musica del passato: si
terrà dal 1 al 8 novembre a Casa
Piccinni la prima edizione dei
Corsi Internazionali di Musica
Antica di Bari, con presenze di
assoluto prestigio mondiale. I
corsi di flauto dolce sono
affidati a Dan Laurin (Svezia)
uno dei massimi virtuosi al
mondo dello strumento, assistito
dalla clavicembalista barese
Anna Paradiso e dal suo allievo
pugliese Antonio Giummarella;
nell’anno celebrativo dei 250
anni della morte di Domenico
Scarlatti è stata invitata a
tenere i corsi di clavicembalo
uno dei maggiori esecutori e
studiosi del musicista, Emilia
Fadini (Milano); inoltre
Véronique Daniels, docente di
notazione e danze storiche alla
Schola Cantorum di Basilea,
terrà i corsi di danza
rinascimentale in collaborazione
con il gruppo pugliese La
Chirintana diretto da Marcella
Taurino. Ognuno di questi
docenti sarà altresì impegnato
in un concerto che arricchisce
il cartellone del Festival.
Altro evento collaterale
innovativo è l’inaugurazione
dell’attività del neonato
Presidio del Libro “Mousiké e
Arti”-Bari, diretto in Casa
Piccinni da Dinko Fabris e
Mariapina Mascolo, con la
consulenza per il polo artistico
di Domenica Pasculli Ferrara
dell’Università di Bari: questo
Presidio organizza diverse
presentazioni di libri di
musica, di cd e dvd che spaziano
dall’interesse locale a quello
nazionale e internazionale,
collaborando tra l’altro alla
“Festa del Lettore” del 29
settembre.
Tra tutte queste
manifestazioni quella più
prestigiosa e rilevante è il
nuovo allestimento scenico del
capolavoro di Niccolò Piccinni e
Carlo Goldoni La Cecchina o
sia La buona figliola (Roma
1760), reso possibile grazie ad
un progetto di coproduzione tra
Fondazione Lirico Sinfonica
Petruzzelli e Teatri di Bari, la
Northwestern University di
Evanston (Chicago, Usa) e il
Conservatorio Piccinni di Bari.
Il Festival Mousiké partecipa al
progetto nella sua parte
didattica e culturale, in forma
di Stage a Casa Piccinni per 12
giorni, in accordo con
l’Assessorato al Turismo della
Regione Puglia e con la
collaborazione dell’Università
di Bari. La realizzazione di
Cecchina, oltre che doverosa
e unica partecipazione della
Puglia al centenario goldoniano,
segna l’atto di nascita a Bari,
in Casa Piccinni, di un centro
per lo studio della lingua e
cultura italiana di cui il
Festival Mousiké va
particolarmente fiero.
Ovviamente tutto
questo non è molto, rispetto al
nostro ambizioso progetto di
partenza “sulla via della seta”.
Ma crediamo che possa costituire
ugualmente un contributo
importante alla crescita
culturale del nostro territorio.
Grazie a tutti quelli che
continuano a credere alle nostre
utopie.
Patrizia Gesuita
Dinko Fabris
Calendario 2007
Venerdì 7
settembre
ore 20,30 Bari,
San Francesco della Scarpa
Concerto inaugurale:
“SEPHARAD. Storia e storie:
Canti dalle Vite degli ebrei di
Spagna nell’area mediterranea (XIII-XVII
sec.)” Ensemble Sarband
direttore Vladimir Ivanoff
Cerimonia di consegna del Premio
Mousiké 2007 Regione
Puglia
Martedì 11
settembre
ore 18 Bari,
Fiera del Levante: tavola
rotonda a cura della Fondazione
Petruzzelli
“Goldoni Piccinni e Cecchina” in
occasione del centenario
goldoniano e della
rappresentazione di Cecchina
a Bari
Mercoledì 12
settembre
ore 20,30 Bari,
Teatro Piccinni La Cecchina o
sia La Buona Figliola, opera
comica in 3 atti di Carlo
Goldoni musica di Niccolò
Piccinni. Coproduzione
Fondazione Lirico Sinfonica
Petruzzelli e Teatri di
Bari-Northwestern University di
Evanston (Chicago,
Usa)-Conservatorio Piccinni di
Bari
Giovedì 13
settembre
ore 20,30
Monopoli, Castello “Oriente e
Occidente” musica per ghironda,
cornamuse e bombarde (duo Rossi
e Tallone)
Venerdì 14
settembre
ore 20,30 Bari,
San Francesco della Scarpa
“Oriente e Occidente” musica per
ghironda, cornamuse e bombarde
(duo Rossi e Tallone)
Venerdì 28
settembre
Bari, Casa
Piccinni-Università e Casa
Giannini: collaborazione alla
“Festa del Lettore” a cura dei
“Presidi del Libro Mousiké &
Arti”-Bari (presentazione vari
libri di musica)
Domenica 7 ottobre
ore 20,30 Bari,
Castello Svevo Concerto“Musiche
del Rinascimento e Barocco”
Ensemble di viole da gamba “Le
viole di Orfeo” direttore Sofia
Ruffino (“Musica Ritrovata”, 9)
Venerdì 26
ottobre
ore 18 Bari, Casa
Piccinni Presentazione rivista
“Per Archi” a cura di Maurizio
Agamennone con Giovanni Fornaro
(“Presidi del Libro”)
Lunedì 29 ottobre
ore 18 Bari, Casa
Piccinni Presentazione cd
Sinfonie avanti l’opera (Piccinni-Paisiello)
Orchestra Sinfonia
Abruzzese direttore Francesco
Quattrocchi (Bongiovanni
Bologna) a cura di Takashi
Yamada
1-8 novembre
Bari, Casa
Piccinni Corsi internazionali di
musica antica: flauto dolce (Laurin),
clavicembalo (Fadini), danza
rinascimentale (Daniels) I
Edizione (“Musica Ritrovata”,
9)
Sabato 3 Novembre ore
20,30 Bitritto,
Castello Comunale, Concerto di
musiche virtuose per flauti
dolci Solista:Dan Laurin
Domenica 4 novembre
ore 20,30
Monopoli, Castello Concerto
Spettacolo: “Danze a corte” con
la partecipazione di Chirintana
e Véronique Daniels
Martedì 6 novembre
ore 18,30 Bari,
Casa Piccinni, Presentazione del
DVD “Alla ricerca dei Suoni
Perduti” Catalogo multimediale
del Museo
di strumenti
musicali Villa Medici-Giulini
(Milano) con la partecipazione
di Fernanda Giulini
ore 20,30, Bari, Castello Svevo,
Concerto: “Le Sonate per
clavicembalo di Domenico
Scarlatti”Solista: Emilia Fadini
(“Musica Ritrovata”, 9)
Storia e storie: Canti dalle
Vite degli ebrei di Spagna
nell’area mediterranea (XIII-XVII
sec.)
Sarband
Fadia El-Hage (Libano): voce
Celaleddin Biçer (Turchia):
kanun (salterio), nei (flauto
traverso)
Ahmet Kadri Rizeli (Turchia):
kemenge (violino turco),
percussioni
Vladimir Ivanoff (Bulgaria /
Germania): direttore e
percussioni
Venerdì 7 settembre ore 20,30
Bari Chiostro di San Francesco
della Scarpa
Ensemble Sarband
ARBAND significa
connessione: il nome deriva
dalla teoria musicale persiana e
indica una sovrapposizione
improvvisativa di due
composizioni in forma di una
suite musicale. Il direttore
musicale Vladimir Ivanoff, che
ha fondato SARBAND nel 1986 (ed
è sia un esecutore che un
musicologo) intendeva
connettere culture, gente ed
epoche. I suoi programmi
uniscono musicisti provenienti
da culture diverse e differente
retroterra, allo stesso tempo
mediando tra passato e presente,
musica antica e tradizioni
viventi.
Nel mondo di
SARBAND, musicisti provenienti
da Bulgaria, Turchia, Libano,
Iraq, Svezia, Regno Unito,
Italia e Germania suonano
insieme. La cooperazione
nell’ensemble non ha il
significato di una sessione
“crossover” ormai tanto di moda,
ma è concepita come un dialogo
continuo tra componenti uguali.
Tutti gli artisti senza
restrizioni contribuiscono con
la loro tradizione nativa, la
loro storia personale e la
propria creatività ai programmi
di volta in volta presentati.
Mentre oggi sono al centro
dell’attenzione globalizzata le
differenze tra Oriente e
Occidente nei campi della
religione, dell’economia,della
politica e della cultura,
SARBAND si propone di dimostrare
che la musica è sempre stata non
mera decorazione, ma un mezzo
illuminato di mutuo rispetto tra
culture e può esserlo anche
oggi: un esempio di comprensione
e accettazione, un modello di
pace.
I programmi
nell’ambito della musica antica
si riportano alla prassi storica
più aggiornata dell’Europa ma
incrociandola con le tradizioni
viventi dei paesi mediterranei.
SARBAND spesso offre programmi
dedicati all’Impero Ottomano
come modello ancora ignorato in
Europa di unità culturale e
politica di molte genti e
religioni differenti con una
ricca eredità culturale. In
cooperazione con altri ensembles
(per esempio King's Singers,
Concerto Köln, Mystère des Voix
Bulgares), sono prese in esame
differenze tra culture (per
esempio valzer Turchi e
Viennesi) e religioni
(intonazioni di salmi nelle
tradizioni ebrea, cristiana e
musulmana), tra antico e
moderno (Machaut e Satie), a
volte anche con una vena di
umorismo. I diversi programmi
offerti da SARBAND – in
formazioni di divera entità
dalle più piccole ensembles alla
grande orchestra – presentano
atmosfere meditative, eccitanti
o a volte comiche. Ma tutte
condividono l’intenzione di
dimostrare la possibile
coesistenza pacifica dei popoli
e delle culture e di renderlo
percepile ai sensi.
Con questo
repertorio unico al mondo,
SARBAND ha guadagnato una
reputazione internazionale,
realizzando oltre 20 cd e con
centinaia di concerti tenuti nei
maggiori festival
internazionali, come per
esempio:
1989: Horizonte -
Berliner Festspiele: 1991:
Istanbul-Festival; 1992:
Romanischer Sommer, Cologne;
1993: Internationale
Funkausstellung, Berlin; 1994:
Abbaye de Sylvanès; 1995:
Stimmen Lörrach; 1996:
Copenhagen, Cultural Capital of
Europe; 1997: Salonicco,
Capitale Culturale Europea;
Gerusalemme 2000;
Schleswig-Holstein-Festival ;
1998: 900 Years Hildegard von
Bingen; Baalbek-Festival,
Libano; Festival Oude Muziek,
Utrecht; 1999: Boston Early
Music Festival; Festival van
Vlaanderen, Bruges; 2000:
Library of Congress, Washington;
Spitalfields Festival, London;
Styriarte, Graz; 2001: Lufthansa
Baroque Festival, London; 2002:
Dresdner Festspiele; Bruges,
Capitale Culturale Europea;
2003: Madrid; Siviglia; Festival
de Menton; 2004: Ludwigsburger
Festspiele; Vezelay Cathedral;
2005: Komische Oper, Berlin;
Rheingau-Festival; 2006:
Frauenkirche, Dresden; Lincoln
Center, New York; 2007:
Konzerthaus, Vienna; Accademia
di Santa Cecilia, Roma;
Singapore Arts Festival.
Vladimir Ivanoff
e SARBAND hanno ricevuto il
premio Mousiké 2007 per
l’impegno nella diffusione della
antica musica del Mediterraneo.
P r o g r a m m a
Ya jawhar al
jalali
testo: Ibn Quzman
(-1160)
musica:
Cantiga de Santa Maria 47,
ms. fine XIII sec.
L’alto e biondo
Ibn Quzman discendeva da una
antica famiglia araba di nobile
lignaggio. Nel suo stile poetico
a volte cinico a volte erotico,
egli combina la tradizione araba
classica (gharib)
col dialetto locale Andaluso e
con espressioni spagnole.
Ayyu-ha s-saqi
/ Qum Yêdid
testo: Abu Bakr
ibn Zuhr al-Hafid (1113-1198) &
Don Todros ben Yehudah ha-Levi
Abu l'-'Afia (1247-ca.
1306)
musica:
tradizionale
Sia i poeti arabi
che quelli ebrei usano il lirico
e musicale
muwaççaªa, una
forma estremamente popolare
nella Spagna medievale. Il poeta
Don Todros era uno dei più
conosciuti artisti e saggi alla
corte di Alfonso El Sabio
(1252-84): Don Todros era
indatti “el rab de la corte”
(rabbino di corte).
Una tarde de
verano
(“Una sera
d’estate”)
testo e musica:
tradizionale (Fez-Marocco;
Spagna)
La storia di
questo “romance” è basato sul
poema epico Tedesco ”Kudrun”
(fine XIII sec.). La canzone fu
probabilmente introdotta nella
penisola araba dalla Spagna
durante le Crociate. Racconta
della liberazione di Kudrun da
parte del di lei fratello Ortwin
e del principe Herwig, dopo 13
anni di umiliante prigionia.
Numerose varianti
di questa storia si ritrovano
nella tradizione orale di
Spagna, Marocco, Grecia e
Turchia (compresi i noti canti
“Don Bueso y su hermana” ossia
“Don Bueso e sua sorella”). La
versione octosillabica qui
scelta è probabilmente più
recente, forse “re-importata” in
Spagna dal Marocco attraverso
l’Andalusia.
Skalerica de Oro
testo e musica:
canto di matrimonio tradizionale
(Balcani)
Il testo di
questa canzone, che augura
salute e ricchezza ad una
giovane e povera coppia, è
cantato con melodie differenti
in molte comunità Sefardite
disseminate nei Balcani.
Yo en
estando
Testo e musica:
originali di Juan del Encina
(1468-1529) ma diffuso
tradizionalmente (Spagna,
Marocco, Tétuan)
La canzone
racconta di un giovanotto che
non riesce a dormire perché ama
una fanciulla che sta per essere
data in sposa ad un vecchio. La
versione originale spagnola,
messa in musica da Juan del
Encina, si ritrova nel
Cancionero de
Palacio,
ma contiene solo i primi 4 versi
della storia, mentre nella
versione Sefardita proveniente
dal Marocco è stata trasmesso
tutto il testo della storia. Le
due versioni divergono per
melodia e struttura, ma hanno
comunque numerosi elementi
melodici in comune.
_________________________________
Nani
nani
testo e musica:
Ninna nanna tradizionale
(Turchia, Grecia, Marocco e
Oran-Algeria)
Una ninna nanna
della tradizione turca con una
intonazione nel “Makam Hijaz”.
Anderleto
testo e musica:
Ninna nanna tradizionale
(Bosnia)
Si conoscono
diverse varianti di questo
antico “romance” pressoché in
tutte le comunità Sefardite. La
storia è basata sulla leggenda
di Landarico (Anderleto), al
servizio della principessa
merovingia Fredegunda.
Gerineldo
testo e musica:
“romance” tradizionale
(Marocco e
Oran-Algeria)
Il “romance” di
Gerineldo è basato su una
leggenda risalente ai tempi di
Carlo Magno e racconta della
infelice storia d’amore tra
Eginard (770-840), segretario e
storico al servizio di Carlo
Magno (fu autore della
Vita Karoli)
e la figlia dell’imperatore.
I versi iniziali
di questo “romance” sono tratti
da una canzone per voce e
vihuela di Diego Pisador (Libro
de Musica de Vihuela,
Salamanca, 1552) in cui Eginard
è trasformato in un conte
spagnolo di nome Arnaldo. Nella
tradizione Sefardita Arnaldo
assume a sua volta il nome dello
schiavo moro Gerineldo.
Una matika de
ruda (“Una piantina di ruta”)
testo e musica:
canto di matrimonio tradizionale
(Costantinopoli-Turchia)
Una matika de
ruda (“Una piantina di ruta”)
testo e musica:
canto di matrimonio tradizionale
(Sarajevo-Bosnia)
Si tratta di due
versioni del più popolare di
tutti i canti per matrimonio
Sefarditi, che è sopravvissuto
praticamente in tutte le
comunità Sefardite, con le più
diverse intonazioni. Tutte le
diverse versioni condividono un
elemento base che non cambia
mai: il rametto di ruta da vino
che deflette
“l’occhio del male” ed è dunque
considerato un portafortuna per
gli sposi novelli.
La rosa
enflorese
testo e musica:
“romance” tradizionale
(Sofia-Bulgaria,
Costantinopoli-Turchia,
Salonicco-Grecia, Libia,
Gerusalemme-Israele)
In molte comunità
Sefardite il canto religioso (piyyut)
"Tsur Mishelo Achalnu"
è cantato al primo
“ pasto del
Sabbath [Giorno del Riposo]” il
venerdì sera sul tono di questo
canto d’amore Sefardita.
Sepharad
Inizialmente la
sfera di influenza di “Sepharad”
fu esclusivamente incarnata
nella parola che appare nella
Bibbia. La sua collocazione
geografica restò tuttavia
ambigua ed indefinita dal
momento in cui Genesi
indica la via e gli Israeliti
lasciano la terra dei loro
padri. Nel corso dei secoli, il
termine “Sepharad” acquistò vari
significati in ambito culturale,
religioso e storico. Da allora,
oltre che il significato di
“luogo di esilio”, “Sepharad” ha
mantenuto il valore di una
promessa di una convinzione
religiosa e di una
autodeterminazione culturale.
Oltre duemila anni fa gli ebrei
fuggirono da Nebuchgadnezzar
(Nabuccodonosor) e le rovine
dell’impero ebraico e
gradualmente cominciarono ad
attraversare il Mediterraneo.
Dai tempi dei Romani vi sono
testimonianze della presenza di
ebrei nel territorio della
penisola Iberica. Nell’anno 589
i Goti occidentali al potere in
quella regione decretarono come
religione di stato il
cristianesimo. Usando forme di
repressione come il battesimo
forzato e le minacce di morte,
questi nuovi cristiani
costrinsero migliaia di ebrei a
lasciare la penisola Iberica.
Per questo gli ebrei rimasti
videro la conquista islamica
della Spagna, nell’anno 711, più
come una liberazione che come
una nuova minaccia. Nello stato
islamico gli ebrei ebbero
l’opportunità di giungere ad
alte cariche di governo e
amministrative. Le comunità
ebree nella Spagna medievale
furono dunque fortemente legate
agli emirati musulmani ed in
particolar modo al califfato di
Cordoba. Il medio evo arabo
nella Penisola Iberica
rappresenta un capitolo
importante nella storia del
giudaesimo. Gli ebrei infatti,
dopo aver partecipato all’età
aurea della cultura araba
classica nel vicino Oriente,
giocarono anche in Spagna un
cruciale ruolo di mediatori tra
le culture degli arabi e dei
cristiani, e di conseguenza
poesia e musica ebraica
raggiunsero un alto e innovativo
livello artistico. Ma con la
riconquista cattolica della
Spagna, a partire dal XIV
secolo, cominciò a declinare
l’armoniosa convivenza spagnola
di cristiani, ebrei e musulmani.
Le persecuzioni del 1391
portarono a conversioni di massa
di ebrei e musulmani. La metà
del secolo successivo vide lo
stabilirsi del tribunale
dell’Inquisizione, che accusò
tra l’altro molti “conversos”
(coloro che avevano cambiato
religione divenendo cristiani)
di continuare a praticare in
segreto le loro fedi di
partenza. L’esodo degli ebrei
spagnoli cominciò il 2 agosto
1492: si ritiene che nel corso
di soli pochi mesi più di
160.000 ebrei furono costretti
dai Re Cattolici Ferdinando e
Isabella a lasciare la Spagna e
tutti i territori sottoposti
alla corona spagnola nella
maniera più ignominiosa. Molti
ebrei Sefarditi fuggirono nella
Provence (Francia del sud).
Ebrei spagnoli che si erano
convertiti al cristianesimo si
ritrovano ancora nel secolo XVII
in città francesi come Bordeaux,
Marsiglia and Bayonne, dopo
essere stati costretti ad
abbandonare a loro volta Spagna
e Portogallo. Molti Sephardim
pensarono di iniziare una nuova
vita sulla costa dell’Africa del
Nord. Ma la maggior parte di
loro, almeno 60.000 o più,
trovarono un rifugio nei
territori soggetti all’Impero
Ottomano: Costantinopoli,
Salonicco, Smirne, Adrianopoli
(Edirne), Gallipoli, Ankara,
oppure in Egitto, Siria,
Palestina e i vari stati
balcanici. Come osservò il
Sultano Bayezit riguardo
all’esodo dei Sephardim: “Si
dice che il re Castiglia e
d’Aragona Ferdinando sia un uomo
illustre, ma conducendo gli
ebrei lontano dalla loro terra
non ha fatto che impoverire il
suo impero ed arricchire il
mio.” Le comunità Sefardite si
stabilirono anche in Italia (per
esempio a Ferrara e Livorno), e
dopo la fine dell’impero
spagnolo si ritrovarono in
Olanda (Amsterdam), in
Germania, in Austria e perfino
nel Nuovo Mondo.
Musica Sefardita:
Storia e storie
Nel corso della
Diaspora gli ebrei spagnoli
portarono con sé il proprio
passato iberico: usi, lingua e
musica. I canti tradizionali dei
giudei Sefarditi erano allora e
sono tuttora nel nostro tempo le
“romanzas” nella lingua
ebraico-spagnola (judezmo)
che talvolta è oggi confusa
erroneamente con il ladino
(termine che si riferisce alle
traduzioni dall’ebreo allo
spagnolo: ladinar) e
corrisponde al djudiyo
nel Levante e alla haketiya
nel Maghreb.
Lo sviluppo della
musica Sefardita è
inesorabilmente collegata alla
storia degli ebrei di Spagna
dopo la loro espulsione. Dopo
aver abbandonato Spagna e
Portogallo i Sephardim si
stabilirono a formare numerose
comunità nella regione
mediterranea. In queste
cantavano i propri canti portati
con sé dalla Spagna e tentarono
di mantenere in vita la propria
cultura spagnola. Nel nuovo
ambiente, in genere lontano
dalla diretta influenza
spagnola, i Sephardim vissero in
comunità chiuse, continuando a
parlare instancabilmente la
propria lingua madre spagnola e
glorificando il loro passato
iberico. Poiché il repertorio di
canti era – ed è tuttora in un
certo modo – un elemento
significativo della vita
comunitaria Sefardita, fu
possibile preservare i propri
canti per oltre cinque secoli.
Questa tradizione vivente, nella
quale gli esuli trasmettevano
antiche storie epiche ambientate
nella Castiglia medievale, fu
grandemente influenzata dalle
varie lingue e culture musicali
dei paesi in cui i Sephardim si
stabilirono. Le abitudini di
vita Sefardite alla fine si
mescolarono con le tradizioni
indigene delle nazioni dove
furono accolti. Dagli inizi del
secolo XVIII al più tardi, le
colonie Sefardite del
Mediterraneo occidentale e
orientale (nell’Impero Ottomano)
formarono due culture
chiaramente distinte e
indipendenti.Grazie alla
prossimità geografica, quella
occidentale o Nord Africana fu
in grado di mantenere legami
stabili con la penisola Iberica,
mentre quella orientale fu
esposta a nuove influenze su
larga scala.E’ dunque possibile
definire due principali
tradizioni nell’ambito della
cultura dei canti Sefarditi, con
riferimento al repertorio,
struttura melodica e prassi
esecutiva: quella del
Mediterraneo orientale, per la
maggior parte sotto l’influenza
dell’Impero Ottomano (Turchia e
Balcani) e quella del
Mediterraneo occidentale,
influenzata in maniera
significativa da elementi
marocchini e spagnoli. Con il
crescere dell’impatto politico
ed economico dell’Europa sul
Medio Oriente dovuto al
colonialismo, l’influenza
musicale occidentale si
incrementò, soprattutto nel Nord
Africa. Qualunque confronto
formale di canti del repertorio
della tradizione occidentale con
quella orientale, ossia delle
due indipendenti tradizioni
musicali che ebbero minimi
contatti reciproci, rivela come,
in maniera abbastanza
indipendente, entrambe le
tradizioni abbiano mantenuto
alcune caratteristiche
dell’eredità del “romance”
medievale Sefardita di Spagna.
Alcuni ebrei
Sefarditi continuarono la loro
emigrazione da Salonicco e
Constantinopoli, le due centrali
colonie nell’Impero Ottomano,
fino a Gerusalemme, dove si
formò una importante comunità
Sefardita che ancora ai nostri
giorni si presenta come un
amalgama di elementi
palestinesi, turchi e balcanici.
Questo si nota nelle tante
caratteristiche comuni con le
poesie e le intonazioni
melodiche di canti palestinesi e
dei Balcani.
La voce femminile
è dominante nella esecuzione
musicale tradizionale Sefardita.
Molte delle caratteristiche
topiche nei canti sono
rappresentate dal punto di vista
della donna, poiché furono le
donne che, nella Diaspora,
riuscirono a trasmettere ai
propri figli le tradizioni
Sefardite. Oggi le cantanti
hanno sviluppato ulteriormente
la tradizione vivente,
accompagnandosi da sole su
tamburelli a cornice (pandeiro).
Più tardi, nel
corso della Diaspora, i
“romances” Sefarditi furono
adattati da musicisti
professionisti di sesso maschile
per essere eseguiti nei caffé e
nelle taverne. In maniera simile
testi sacri erano adattati (e lo
sono tuttora) ad essere cantati
su intonazioni di antichi
“romances”. La cultura musicale
ebraica raggiunse un alto
livello attraverso un processo
di salvaguardia e adattamento
dinamico dei “romances” della
Spagna medievale da una parte, e
dall’altra delle tradizioni
arabo-andaluse come il
muwashahat e il kharjas.
E’
quanto si propone di dimostrare
la prima parte del nostro
viaggio musicale attraverso il
tempo e le culture, attraverso
differenti generi di
composizione: ciò che vogliamo
offrire ai nostri ascoltatori è
la possibilità di ricostruire
un paesaggio sonoro vivente
della tipica tradizione dei
cantastorie arabo-andalusi e
ispano-ebrei.
Cecchina o sia La
Buona Figliola
opera comica in 3 atti di Carlo
Goldoni
musica di Niccolò Piccinni
Coproduzione Fondazione Lirico
Sinfonica Petruzzelli e Teatri
di Bari
Northwestern University di
Evanston (Chicago, Usa)
Conservatorio di Musica Niccolò
Piccinni di Bari
Rappresentazione:
Mercoledì 12 settembre ore 20,30
Bari, Teatro Piccinni.
“Progetto
Cecchina”
Stage di Lingua e
Cultura Italiana per musicisti
stranieri: Casa Piccinni 1-10
settembre
a cura del
Festival Mousiké-Casa Piccinni
in collaborazione con
l’Università degli Studi di Bari
e Conservatorio di Bari
Col sostegno
dell’Assessorato al Turismo
della Regione Puglia
Martedì 11
settembre ore 18 Bari, Fiera del
Levante: tavola rotonda su
“Goldoni Piccinni
e La Cecchina”
interventi di
Bartolo Anglani, Grazia Distaso,
Dinko Fabris, Pierfranco
Moliterni, Michéle Sajous,
Giulia Veneziano
a cura della
Fondazione Lirico Sinfonica
Petruzzelli e Teatri di Bari
“Progetto
Cecchina”
Da
molti anni le maggiori
università del mondo, in
particolare quelle anglosassoni,
portano in Italia gli studenti
di musica e arti interessati ad
approfondire la conoscenza
pratica “sul campo” della lingua
italiana, fondamentale per la
loro preparazione professionale.
Queste esperienze sono però
sempre state condotte in città
storiche del nord Italia, in
particolare Firenze, Venezia,
l’Umbria o l’Emilia Romagna, e
senza alcuna struttura
specializzata attiva in loco,
sfruttando soltanto il fascino
del passato storico di quelle
zone.
Per la prima volta si propone di
realizzare nel sud d’Italia, a
Bari e nel territorio pugliese,
uno stage altamente qualificato
che preveda lo studio
dell’Italiano per musicisti
(cantanti). L’occasione è data
dal centenario di Carlo Goldoni,
che collaborò con il celebre
musicista barese Niccolò
Piccinni creando il capolavoro
del teatro musicale di metà
Settecento: Cecchina o sia La
Buona figliola (Roma 1760),
l’opera più conosciuta
dell’intero secolo con oltre 300
rappresentazioni prima del 1800
in tutte le parti del mondo,
perfino in Russia e in Cina.
L’allestimento di Cecchina
a Bari nel centenario
goldoniano, in collaborazione
con la Fondazione Petruzzelli e
il Conservatorio di Bari, vedrà
la partecipazione di un nutrito
gruppo di studenti di canto
della più prestigiosa scuola di
musica degli Stati Uniti, la
Northwestern University di
Evanston (Chicago), sotto la
direzione dei propri docenti di
regia (Noel Koran) e direzione
d’orchestra (Stephen Alltop).
Docente di lingua italiana
ospite è Thomas Simpson
(Northwestern University di
Evanston).
In
coordinamento con l’Università
di Bari e gli altri Enti
coproduttori dell’opera, il
Centro Studi Mousiké propone
nella struttura ideale di Casa
Piccinni, nel centro storico di
Bari, l’attivazione del primo
Polo
di Studio per lo Studio della
Lingua Italiana per Musicisti
con il Progetto Cecchina.
Un adeguato programma di studio
con esperti di lingua cultura
teatro e musica potranno
consentire agli studenti e ai
docenti statunitensi di
realizzare un concreto
approfondimento professionale
della lingua e la cultura
italiana e insieme di produrre
una operazione artistica di alto
livello.
Negli anni prossimi il Polo di
Studio continuerà ed amplierà
questa esperienza con altre
Università di nazioni diverse
che hanno già espresso la
disponibilità a questa
collaborazione.
“Oriente e Occidente”
musica per ghironda, cornamuse e
bombarde
Duo Din Delòn
Attilio Rossi :
cornamuse, bombarde, pifferi,
flauti dolci, percussioni,
organetto,
ocarine,
chitarra, mandolino
Caroline Tallone:
ghironda, organetto, violino e
voce
Giovedì 13
settembre ore 20,30 Monopoli,
Castello
Venerdì 14
settembre ore 20,30 Bari, San
Francesco della Scarpa
Il duo eseguirà
musiche dell’antica tradizione
popolare europea ed
extraeuropea.
Gli strumenti che
verranno suonati sono: ghironda,
cornamuse, bombarde, pifferi,
flauti dolci e percussioni.
Attilio Rossi
suona diversi
strumenti antichi e della
tradizione popolare: cornamuse,
bombarde, pifferi, flauti dolci,
percussioni, organetto,
chitarra, ocarine, mandolino.
Si è esibito in
diverse manifestazioni di musica
antica con Dania Musica e La
chambre du roy René; tra gli
ultimi concerti: Festival dei
Saraceni 2007 di Pamparato.
È
polistrumentista nella
formazione di musica popolare
del nord Italia Din delòn.
Ha lavorato come
orchestrale in vari spettacoli
teatrali tra cui il 'Faust II'
diretto da Giorgio Strehler e
'Parole di legno' con la
compagnia degli ex allievi del
Piccolo.
Caroline Tallone
suona ghironda,
organetto, violino e voce.
Lavora tuttora
con diverse formazioni di musica
antica, classica e popolare.
Si è esibita al
teatro Litta di Milano, al
teatro Garage di Genova e al
teatro Paravento di Locarno
(Svizzera).
Ha suonato la
ghironda per l'Orchestra delle
Settimane Musicali di Stresa,
diretta da Josep
Caballé-Domenech.
Con La chambre du
roy René ha suonato la ghironda
e la viella per il Festival dei
Saraceni 2007 di Pamparato.
E' insegnante
d'organetto dal 2003 e di
ghironda dal 2004.
Ha insegnto a
Suisio (Bergamo) ed è tuttora
docente di organetto ai corsi
del
CPSM al Conservatorio
G.Verdi di Milano.
Insegna ghironda
a Locarno in Ticino (Svizzera) e
da lezioni private di ghironda e
di organetto a Milano.
Con la formazione
Din Delòn i due musicisti hanno
partecipato a diverse
trasmissioni radiofoniche e
televisive in Svizzera e in
Italia, tra cui 'Follia
rotolante' per RAIDUE e 'Le
kiosque à musique' per la Radio
Suisse Romande – Neuchâtel
(Svizzera). Hanno suonato in
tutt'Italia, Belgio, Olanda,
Spagna, Francia, Germania,
Austria e Svizzera calcando le
scene di importanti Festival
folk tra cui, all’estero:
Festival de Lautenbach –
Francia, Puur Muzike – Anversa,
Belgio, Midis-minim –
Brusselles, Belgio, Triskellfolk
- Merkelbelk, Olanda, Folkinjuve
– Cartagena, Spagna, Gooikoorts
– Gooik, e in Italia:
Folkermesse (AL), Arie popolari
(BG), Isola Folk (BG), Musica
nei castelli di Liguria (SV), La
sera del dì di festa (TS).
Attilio Rossi e
Caroline Tallone hanno al loro
attivo diverse incisioni e
partecipazioni discografiche.
MUSICA RITROVATA
9
Rassegna in
collaborazione con l’
Assessorato alle
Politiche Giovanili del Comune
di Bari
Ensemble di viole
da gamba “Le viole di Orfeo”
direttore Sofia
Ruffino
(“Musica Ritrovata”, 9)
Domenica 7 ottobre ore 20,30
Bari, Castello Svevo
Programma
Diego
Ortiz
Ricercata
prima
(circa 1510 – ca
1570)
John Dowland
(1563 - 1626)
Sir
John Souch his Galiard,
Mistress
Nichols Almand,
Mr George
Whitehead his Almand
Lachrimae
Michael
Praetorius
(1571 - 1621)
Spagnoletta
Volte
7
Gavottes
---------------------------------
Diego
Ortiz
Ricercata
seconda
Jean Baptiste
Lully
(1632 –
1687)
Marche pour la
cérémonie des Turcs
Menuet
pour la Faunes et les dryades
Chaconne des
Africains
Johann Hyeronimus Kapsberger
(circa 1580-1651?) Arpeggiata prima e seconda
Johann
Sebastian Bach
(1685 –
1750) 4 Corali
“Ach bleib’ bei Her Jesu
Christ”-“Als vierzig tag nach
Ostern war’n”
“An Wasserflussen Babilon”-“Auf,
auf mein herz”
Valeria Polizio,
soprano, Antonella
Nuzzi,
mezzosoprano
Pino Maiorano,
tenore, Roberto Lella,
basso
Ensemble “Le
Viole di Orfeo”:
Chiara
Paternoster-Angela Lepore,
viole tenore; Chiara
Armenise-Paola
Laforgia-Antonella Parisi,
viole
da gamba basso
Massimo
Bonuccelli, violone;
Mariangela Lippolis, flauti;
Pino Petrella, tiorba;
Mariangela Chiarito, chitarra
barocca;
Tommaso Summo,
percussioni
Sofia Ruffino,
viola
soprano
e direzione
MUSICHE VIRTUOSE
PER FLAUTO SOLO
DAL MEDIOEVO AD
OGGI
Dan Laurin
Flauti dolci
(“Musica Ritrovata”, 9)
Sabato 3 Novembre ore 20,30
Bitritto, Castello Comunale
p
r o g r a m m a
Anonimo
(sec.
XV)
Principio di
virtu
Jacob van Eyck
(1589-1657)
Preludium
Fantasia
en
echo
Geswinde bode van de min
Engels nachtegaeltje
Psalm 9
Blydshap van myn vliedt
Wat zalmen op den avond doen
Johann Sebastian Bach
(1685-1750)
Dalla
Suite per violoncello in re
minore:
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