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Una
tra le poche artiste che riesce a fondere,
magistralmente, le indubbie qualità vocali con una
tecnica strumentale di altissimo livello e
particolarmente seducente.
Non
poteva concludersi meglio la stagione 2008/2009 del
Ueffilo Jazz Club; stagione che ha visto succedersi sul
palco del club gioiese musicisti del calibro di Sarah
Jane Morris, Dominic Miller, Enrico Rava, Paolo Fresu,
Franco D’Andrea, Antonio Faraò, Antonello Salis,
Fabrizio Bosso, Jason Marsalis, Antonio Onorato, Eddy
Palermo, Cinzia Tedesco, Cinzia Eramo, Amana Melomè, tra
i tanti.
Un
appuntamento che, come nelle altre occasioni, si
celebrerà nell’oramai collaudato doppio set.
Food
and Music: 25 euro.
Il
Ueffilo – Cantina a Sud è in Gioia del Colle(Ba)-via
Donato Boscia 21.
Info e
prevendite: 339/8613434 – 080/3430946 - Centro Musica :
080 - 521.17.77
web:
www.ueffilo.com.
info@ueffilo.com
Grazie
infinite per la collaborazione.
Alceste Ayroldi
Responsabile dell’ Ufficio Relazioni Esterne
e
Comunicazione Ueffilo Jazz Club 339/2986949
BIOGRAFIA
CHIARA CIVELLO
E’
nata a Roma ed e’ cresciuta suonando il piano della
nonna Bianca.
Ha
frequentato una scuola di musica dove ha studiato jazz
ed ha cominciato a cantare professionalmente, sin da
giovanissima. Dopo poco ha vinto una borsa di studio per
la prestigiosa Berklee Coleege of Music di Boston. Dopo
alcuni anni trascorsi nella scena musicale di Boston,
Chiara si e’ trasferita a New York, dove tuttora
risiede, si e’ avvicinata a sonorita’ latine e
brasiliane ed ha iniziato a scrivere le sue canzoni.
Prodotto da Russ Titelman, ex collaboratore di Paul
Simon, il suo debutto discografico “Last Quarter Moon”
e’ stato pubblicato dalla Verve nel 2005. Chiara e’ la
prima italiana ad aver firmato un contratto con la
leggendaria casa discografica.
(Luis Armstrong, Ella Fitzgerald, Charlie
Parker, Duke Ellington, Billie Holiday etc).
Chiara Civello canta in quattro lingue –
italiano, inglese, spagnolo e portoghese - suona il
pianoforte e anche la chitarra, oltre a scrivere
canzoni. Come lei stessa afferma, la musica che propone
va al di là di qualsiasi etichetta, e include tante
influenze e contaminazioni, a partire dal blues alla
musica brasiliana, al soul e al funky oltre a includere
anche musica d'autore.
Billboard Magazine ha scritto “la bellezza, lo charme e
l’allure del debutto discografico della pianista/
cantante/autrice Chiara Civello e’ la rivelazione del
nuovo anno”.
L’international
Herald Tribune l’ha definita “ una strabiliante
combinazione di personalita’, sensibilita’ ed eleganza.”
Phil
Woods dice di lei: “E’ più di una grande cantante; è una
vera e propria musicista, improvvisatrice, pianista e
compositorice.”
Burt
Bacharach, in un’intervista di E. Coraretti per il
Venerdì di Repubblica ha detto di lei: “ E’ una cantante
meravigliosa, che sa unire jazz e pop. Io ho avuto la
fortuna di produrre un brano del suo primo cd, quello
che ha registrato in America per la Verve.”.
Definita da Tony Bennett “la piu grande cantante di
Jazz della sua generazione”, Chiara continua a
sorprenderci con il suo secondo album (The Space Between)
che lascera’ il pubblico a contemplare la bellezza della
sua voce, delle sue canzoni e dello spazio tra….
Discografia:
2005 - Last Quarter Moon
2007 - The Space Between
The
Space Between:
Le
canzoni sono come i treni: ti portano da un posto
all’altro. Questa collezione di canzoni e’ il mio treno
verso casa”, dice Chiara Civello, parlando del suo
secondo album The Space Between, in uscita il 21
settembre con la Universal.
Voce
calda, poesia e armonie sorprendenti, sono solo una
parte di cio’ che rende la sua musica cosi’
irresistibile. Il secondo album ci mostra un aspetto
molto intimo e immediato di Chiara e ci porta per mano
in un viaggio fatto di 13 bellissimi brani, attraverso i
quali sentiamo di poterci veramente avvicinare a lei.
“Questo e’ un disco sullo spazio tra…le note, sul
silenzio tra le parole, sullo spazio tra me e te, tra me
e il mio passato o il mio futuro, e su tutti gli spazi
ai quali oggi facciamo tanta fatica a pensare…lo spazio
che ti fa percepire meglio la realta’, lo spazio che ti
fa sentire la mancanza di qualcuno, lo spazio che non ti
fa dire tutto subito, ma poco a poco, mentre il bisogno
di dirlo si intensifica. Lo spazio tra quello che dico e
quello che faccio…in italiano diciamo “ tra il dire e il
fare c’e’ di mezzo il mare”
All’inizio del processo creativo Chiara ha chiamato un
vecchio amico: Pete Rende. “Pete mi emoziona. Quando le
sue mani toccano il piano si percepisce il significato
di tutto quello che vuole dire, nota dopo nota, pausa
dopo pausa..” I due hanno trascorso molto tempo insieme,
parlando di musica, sorseggiando margaritas e mangiando
Tex Mex, a Park Slope, Brooklyn. “ Abbiamo cominciato
elencando tutte le cose che amo: gli anni 60, la Bossa
Nova, le isole deserte, il buon cibo, il correre…(o lo
scappare?) Pete mi ha aiutata a restare fedele a quello
che mi ispirava e mi ha incoraggiata a suonare la
chitarra, dalla quale le canzoni uscivano come pioggia.”
Oltre
a Pete Chiara si e’ rivolta ad altri amici musicisti,
tra i quali Ben Street al basso (Danilo Perez, Kurt
Rosenwinkel, David Sanchez, Paul Motian), Tony Mason
alla batteria (Norah Jones, Joan Osborne, Bo Diddley),
Guilherme Monteiro alla chitarra (Elian Elias, Joao
Bosco, Slide Hampton), Mauro Refosco alle percussioni (Lounge
Lizards, David Byrne, Bebel Gilberto) e Tony Sherr alla
chitarra (Bill Frisell, Willie Nelson, Lounge Lizards,
Sex Mob).
“ I
musicisti in questo album sono tutti miei amici. Per
creare qualcosa di cosi’ vicino al mio cuore, non dovevo
andare lontano….Sono alcuni tra i migliori musicisti di
New York. Con loro suono molto dal vivo e quindi ho
potuto lavorare sui brani gia’ prima della
registrazione, per trovare il suono che veramente
cercavo.”
Il
produttore Steve Addabbo (Suzanne Vega, Shawn Colvin) ha
dato a Chiara lo spazio ideale per poter realizzare
arrangiamenti “trasparenti” con una produzione calda ed
essenziale.
Chiara
esplora “lo spazio in mezzo” attraverso una serie di
splendide canzoni, scritte da sola o a quattro mani. “
Dopo il mio primo album ho preso in mano la chitarra ed
ho unito il mio amore profondo per la Bossa Nova con il
forte bisogno di trovare uno spazio dentro di me, dal
quale le cose potessero fluire, semplici e vere. La
chitarra e’ uno strumento che mi fa sentire a mio agio
con il non sapere quello che sto facendo, senza avere un
nome per ogni accordo. Vado dove mi porta…la forza di
dimenticare piu’ che di imparare.
Chiara
ricorda come sono nate alcune di queste canzoni:
“ Born
to Sail Away” e’ il primo brano che ho scritto per il
nuovo disco. L’ho composto nel 2005 ed e’ divertente,
come dice Rilke, osservare che il futuro entra nella tua
vita molto prima dei fatti, molto prima che tu ne sia
consapevole…chi l’avrebbe mai detto che la chitarra
sarebbe diventata lo strumento essenziale del mio nuovo
album?”
“If
You Ever Think of Me” e’ il primo brano che ho scritto
partendo dalle parole. Il
ritornello all’inizio diceva: “I really need you now but
I wonder all the time, if your space between us is as
full of us as mine.
Poi mi
sono resa conto che forse era troppo cerebrale ed ho
trovato un modo piu’ figurativo per dirlo e allora:
cause you and I are never under the same sky. Breve,
semplice e vero….sfortunatamente!”
“Isola” e’ uno dei miei brani preferiti. Rocco Papaleo
mi e’ stato presentato la scorsa estate a Stromboli,
mentre entrambi ci riposavamo dai nostri tour. Fin da
subito e’ iniziata una lunga serie di mattinate
trascorse a comporre, tra chitarra e caffe’, sul
terrazzo di una vecchia casa eoliana che guardava il
mare.
Io
avevo una melodia, insieme abbiamo trovato una lirica.”
“Seagulls” e’ un brano che ho in iniziato sulla spiaggia
di Rockaway a Brooklyn, in compagnia di mia cugina e di
un amico, e che ho terminato a Stromboli in compagnia di
altri cari amici, di alcuni dei piu’ bei tramonti del
Mediterraneo e di ottimo vino siciliano.
“Night”L’ho scritta in una notte. Una notte cui parole e
musica si sono cercate, trovate e unite con una
naturalezza indimenticabile.
“ In
un momento molto difficile, parlando con Pete, gli ho
detto che una delle mie canzoni preferite era Skylark,
di Hoagy Carmichael. Pete mi ha risposto che anche lui
la amava molto e per ore abbiamo cercato di suonarla con
quei pochi accordi che allora conoscevo alla chitarra,
senza spartiti, direttamente dal cuore, finche’ non e’
diventato un pezzo scritto per me. I giorni successivi
non ho fatto altro che cantare e suonare Skylark……..E
Skylark e Pete mi hanno accompagnata in un luogo piu’
sereno.
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